Un pubblico molto numeroso ha assistito alla proiezione del documentario “per un pugno di olive” di Franco Fausto Revelli tratto dal libro di Silvia Genta, “Sciasceline, le mani invisibili” .
Alla proiezione insieme all’autrice del libro sono intervenuti Claudio Porchia, direttore artistico del progetto ed il Sindaco di Stellanello, Giovanni Conti.
Il documentario, molto applaudito ed apprezzato, ha avuto come protagoniste tre “sciasceline” di Stellanello, Rosa Piazzate, Bianco Maria e Angela Volpe, che al termine della proiezione sono state premiate con una pergamena.
Prima della proiezione è stata letta una poesia dedicate alle sciasceline scritta da Giorgio Rossi che abita nella cittadina dell’entroterra di Andora.
Un particolare ringraziamento ed un premio è stato consegnato a Ornella Riviera della locale proloco che con il suo impegno ed interessamento ha contribuito alla riuscita dell’iniziativa.
Prosegue il tour estivo del progetto multimediale “le sciasceline”: la prossima proiezione del documentario è prevista per sabato 29 agosto alle ore 21.00 a Diano Marina, il 5 settembre a Peagna sarà presentato il libro di Silvia Genta e lo spettacolo musicale di Christian G. e la Grockbanda a Garessio durante la festa della montagna nei giorni dal 11 al 13 settembre.
Presentazione
Nel ponente ligure si chiamavano cosi le donne che arrivavano in migrazione stagionale dal basso Piemonte e dall’Emilia per raccogliere le olive. A Sassello, un piccolo borgo dell’alta val Bormida si deve il soprannome dato a queste giovani donne, poiché le prime ad arrivare provenivano da questo comune.
Come mondine di Liguria, le Sciasceline erano ragazze che vivevano qualche mese lontano dal paese, libere. Una sorta di sirene che riempivano di canti la valle e che attirano sguardi indiscreti. Delle giovani donne che, malgrado il lavoro duro negli uliveti, restavano giovani donne con tutta la voglia di vivere.
Le giovani donne pizzicavano ogni oliva caduta per terra stando chine per ore e ore perché prima dell’introduzione delle reti le olive venivano raccolte una ad una.
Un lavoro duro, al freddo, con i geloni alle ginocchia e soprattutto lontano dal proprio paese, da casa. Un lavoro che riempiva i tempi morti della montagna e che permetteva alle giovani donne di dare un aiuto alla famiglia.
Le coraggiose ragazze tornavano alla fine dell’inverno. Tra novembre e gennaio avevano raccolto a mano migliaia e migliaia di olive, avevano, cantato, lavorato e vissuto insieme.
Il documentario si offre dunque come un breve percorso nei ricordi per riflettere su cosa sia stata la civiltà dell'ulivo. Un viaggio tra gli uliveti per ritrovare i luoghi delle Sciasceline e visitare i ruderi che ne confermano ancora oggi la leggenda.
Attraverso le interviste raccolte, la storia viene raccontata da più punti di vista: chi ha sentito parlare di queste donne, chi le ha viste, chi le ha ingaggiate e cercate. E poi ovviamente i ricordi stessi di chi ai tempi ha fatto la Sciascelina. Storie di lavoro duro e scarso guadagno, ma anche storie di semplicità di vita e spensieratezza.
Queste giovani donne lavoratrici per più di sei mesi rimanevano lontano dalle voci e dall’oppressione del proprio paese, ma soprattutto passavano le notti insieme alloggiate nei ricoveri messi a disposizione dai padroni.
Come le mondine, le sciasceline attiravano gli sguardi e riempivano gli uliveti di canti.
Una storia di mani invisibili. Dopo il lavoro stagionale con una piccola paga e qualche bottiglia d’olio, le sciasceline scomparivano e tornavano nei risvegliati paesini della alte valli. Una storia di donne. Una storia che solo gli ulivi possono ancora raccontare.
SCHEDA TECNICA DOCUMENTARIO
Durata 40 minuti
Prodotto da Zemia film
Immagini: Franco F Revelli
Montaggio: Cino Drago e Franco F Revelli
Produttore esecutivo Claudio Porchia
Nel ponente ligure si chiamavano cosi le donne che arrivavano in migrazione stagionale dal basso Piemonte e dall’Emilia per raccogliere le olive. A Sassello, un piccolo borgo dell’alta val Bormida si deve il soprannome dato a queste giovani donne, poiché le prime ad arrivare provenivano da questo comune.
Come mondine di Liguria, le Sciasceline erano ragazze che vivevano qualche mese lontano dal paese, libere. Una sorta di sirene che riempivano di canti le valli e che attiravano sguardi indiscreti. Malgrado il lavoro duro negli uliveti, restavano giovani donne con tutta la voglia di vivere.
Prima dell’introduzione delle reti, le olive venivano raccolte una ad una e le sciasceline pizzicavano ogni oliva caduta per terra stando chine per ore e ore.
Un lavoro duro, al freddo, con i geloni alle ginocchia e soprattutto lontano dal proprio paese, dalla propria casa. Un lavoro che riempiva i tempi morti della montagna e che permetteva alle giovani donne di dare un aiuto alla famiglia.
Le coraggiose ragazze tornavano alla fine dell’inverno. Tra novembre e gennaio avevano raccolto a mano migliaia e migliaia di olive, avevano, cantato, lavorato e vissuto insieme.
Il progetto multimediale è partito dalla ricerca realizzata da Silvia Genta e pubblicata nel libro “Sciasceline, le mani invisibili” edito da Ennepilibri nel 2008. Al libro, presentato con successo nel 2008 in numerose località del basso Piemonte e della Liguria di ponente, si sono aggiunte numerose iniziative, in particolare un documentario, una mostra, un cd musicale ed uno spettacolo teatrale.
Il progetto dal mese di marzo 2009 sarà disponibile per diversi contesti, dalle scuole ai teatri, dalle manifestazioni alle feste di piazza, dalle rassegne teatrali a quelle musicali.